
Cry Wolf
needs dying all
hard night
feel you tight
crop the wire
cold child
crop the ire
dying oh
grow up at night
feel you tight
as near as I
cold child
we dry soil, heartmill
feel you and I high
we die forever
"Was hard for King Kong
to live here
under your treatment" (Herself, King Kong)
Cercatelo Homework di Herself. Lo ascolto ogni giorno e ogni giorno ci trovo qualcosa di nuovo. Alla faccia di miliardi di altri gruppi italiani indie e non sullo bocca di tutti.

e leggete e diffondete anche questo: http://www.nativiamericani.it/?p=1007#more-1007

Mi è capitato di leggere per caso questo libro di Martita Fardin "ValeANA" (Elliot)...avevo letto che l'autrice era comasca ed ero rimasto interessato dalla vicinanza geografica. Per chi ha un po' di dimestichezza con quell'ANA, capirà che il romanzo tratta di Anoressia. il tutto vissuto in prima persona da una diciottenne di ottima famiglia che abita sul lago. La narrazione è lieve, delicata, senza mai eccedere nel dramma, nel becero sensazionalismo, con un certo distacco. Ma non mi ha convinto poi più di tanto, l'ho trovato in alcuni punti ridondante, dal taglio "giornalistico" nel senso più stretto e nella sua impostazione, forse mi sbaglio, mi ha ricordato anche il libro di Loredana Lipperini, "Ancora dalle parti delle bambine" per il suo rimando a blog, chat, etc, dedicate all'anoressia, che so bene prosperano su internet. Un taglio giornalistico che vive le sue pecche maggiori proprio quando cerca di descrivere il mondo giovanile, i suoi tormenti, la sua quotidianità, i suoi linguaggi fisici e verbali, trasformando così il libro in alcuni passaggi in un quadretto un po' standard, da giornale, da rivistina.
E' alquanto complesso parlare di questo tema ed è alquanto complesso scrivere di ragazzi, di ragazzine. Il plauso va proprio nell'aver costruito un libro mai scandalistico ma lieve. E la simbologia del Cristo in croce è giocato con vera grazia.
Si attendono commenti sul tema e su libri in argomento, se vi va.
Concedere le proprie canzoni a qualcuno per un remix è una cosa che preoccupa sempre un po’,
come prestare la cucina a degli ospiti perché preparino la cena mischiando
gli ingredienti che si sono portati con quelli che hai tu"
da "About Blender"

http://www.vitaminic.it/2009/04/mauve-blender-ep-canebagnato/
Ho ricevuto questa mail, da Gordiano Lupi, la persona che mi ha pubblicato Wrong, a proposito di un'autrice del Foglio colpita dal terremoto. Ho conosciuto Alessia Martini tempo fa, mi aveva spedito il suo saggio sul mondo dei cartoni animati giapponesi. Mi era molto piaciuto. E' da tanto che non la sento e fa male risentirla in questo stato. A lei va un grosso abbraccio. Così come a tutti gli altri.

"Occhi sproporzionati e scintillanti, evanescenti bolle di sapone e teneri cuoricini fluttuanti, chilometri di pentagrammi e note musicali fanno da sfondo ad un universo, perennemente in rosa, sospeso tra sogno e realtà. Ed ancora: animaletti di peluche e valanghe di caramelle, il culto del carino che diventa stile, nastri colorati, leziosi fiocchi e merletti. I manga e gli anime femminili sono esattamente questo. Ma anche sangue, sudore e lacrime, il ghigno del cattivo di turno, l’orgoglio e la determinazione, la lealtà e la tenacia, il dolore e il coraggio, la vita e la morte, cadere per poi tornare sempre in piedi. I manga e gli anime femminili sono anche questo. In un mondo in cui tutto è il contrario di tutto ed in cui si può ridere e piangere quasi contemporaneamente, le indimenticabili protagoniste di queste serie ci accompagneranno, con la dolcezza e la disponibilità di hostess di linea, nell’ultimo e più emozionante viaggio sulla macchina del tempo. Dalla Versailles di Lady Oscar ai verdi pascoli di Heidi, passando attraverso il calvario di Candy, in bilico tra vecchio e nuovo continente, il surreale Olimpo della simpatica Pollon ed improbabili Regni della Magia, raggiungeremo il palco di un concerto rock e consumati campi sportivi che si fanno arena fino a veder sventolare il mantello di un supereroe… Ad un certo punto però le nostre eroine, sgattaiolando fuori dalle pagine di un fumetto o dai fotogrammi di un cartone, sconfineranno in un mondo di celluloide. Stanche della statica bidimensionalità di una realtà disegnata, approderanno alla dinamica tridimensionalità di una realtà vera, smettendo così di essere personaggi di carta per diventare persone in carne e ossa…pardon carta e ossa. Non ci resta quindi che allacciare le cinture ed iniziare il conto alla rovescia!"
(Il Foglio Letteraio, 15 euro, 130 pagine)
Stereo Total "Cinemania"
sono un grand eamante del west...fin da piccolo...uno dei primi libri che lessi fu la biografia di Cavallo Pazzo ad opera di Mari Sandoz e via via libri, romanzi, film...uno dopo l'altro...un amore familiare...e anche una continua ricerca, senza nessuno scopo materiale, di informazioni sul genocidio dei nativi americani ma anche di tutto il resto....uno sguardo sempre critico...e il sogno, un giorno, di poter andare da quelle parti...di visitare le riserve americane, veri e propri campi di sterminio ieri come oggi, con una telecamera, un blocco degli appunti e scriverci sopra....un lungo reportage...lungo davvero...negli ultimi anni si dice che l'occhio del cinema sia cambiato quando si tratta di raccontare il mondo dei nativi...ma non è così...il punto di vista resta sempre viziato...da Bianco...così come potrebbe essere anche il mio....e ultimamente è stato girato anche questo film, dall'importante libro di Dee Brown, Bury my Heart at Wounded Knee...pensavo sarebbe stato diverso...non è stato così...e qui potete leggere due righe su questo film...che magari vi sarà capitato di vedere sul satellite... http://www.nativiamericani.it/?p=84
e guardate anche questo filmato, spiega parecchie cose:
Una mia recensione:
http://www.lankelot.eu/index.php/2009/04/14/explosions-in-the-sky-the-earth-is-not-a-dead-cold-place
Seguo i Sigur Ros da tanto tempo, li ho visti dal vivo alcune volte e il concerto che vidi a milano, al Rolling Stone, qualche anno fa, è stato uno dei concerti migliori (e uno degli ultimi) che io abbia visto. il loro ultimo album:

non mi aveva convinto più di tanto, l'ho ascoltato poco, poi, non so perchè, dopo una sigaretta e in piatto di lenticchie rosse, ho infilato il disco nello stereo e non ho più smesso di ascoltarlo. e tantomeno ora. e ascoltarlo mentre si cammina, per ore, da soli, permette di guardarsi intorno con occhi diversi, senza vestiti, nudi, al sole, meno tristi.
a notte fonda poi rivedi questo film nerissimo, ambiguo, dai mille interrogativi. un film che vorrei analizzare con più attenzione. voi l'avete visto?

Recensione di Amen dei Baustelle, la trovate qui:
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